BORSA DEL PASTORE

dal libro 'La medicina dei Semplici'

epoca di raccolta: da Aprile a Settembre

Capsella bursa pastoris (L.) Medik.
Crocifere o Brassicacee

Pianta cosmopolita, la borsa del pastore è una crocifera (come cavolo, senape e crescione) presente e comunissima in campi, prati, aie, incolti aridi, strade, sentieri e ruderi, dal mare alle montagne. La sua diffusione e la facilissima crescita spontanea ne hanno fatto una pianta infestante e come tale viene classificata e combattuta dagli agricoltori.  La sua coltivazione è praticamente inutile in quanto prospera in qualunque terreno, anche poverissimo.

Penso che chiunque l'abbia vista almeno una volta: è alta 15-50 cm, presenta dei fiorellini di quattro petali bianchi in croce, riuniti in grappolini da febbraio a dicembre. Il suo tratto caratteristico, da cui di solito viene riconosciuta, sono le numerose siliquette (frutti) triangolari che presenta lungo il fusto, a forma di borsa e che hanno probabilmente originato il suo nome.

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La borsa del pastore , utilissima come '"semplice'", viene considerata dagli agricoltori una pianta infestante

INDICAZIONI

Questo semplice è conosciuto dai tempi più antichi;  tutti i medici vi riconobbero proprietà emostatiche (antiemorragiche), astringenti e vulnerarie (che favoriscono la guarigione delle ferite) molto spiccate. Da ciò il suo uso nell'emottisi (espettorazione mista a sangue), nell'ematuria  (sangue nelle urine), nelle emorragie in genere, in caso di ferite recenti, nei fenomeni diarroici e infine nelle mestruazioni troppo abbondanti. Nella pratica popolare è sempre stata impiegata come emostatico.

Nell'Ottocento e agli inizi del secolo scorso la borsa del pastore è stata studiata e sperimentata da molti medici che ne hanno confermata l'azione regolatrice della coagulazione. Questa proprietà sembra si esplichi, fra l'altro, attraverso l'aumento del numero delle piastrine (elementi del sangue che contribuiscono al fenomeno della coagulazione) e l'effetto terapeutico è sorprendente nella donna, quando si manifestano disordini mestruali. Infatti quest'umile crocifera, che contiene un peptide con azione simile all'ossitocina, stimola pure la contrazione della muscolatura uterina e pare aver anche una qualche proprietà come riequilibrante ormonale.

Il suo uso è quindi utile sia in caso di mestruazioni troppo abbondanti e frequenti, sia nel caso opposto, cioè di più o meno gravi ritardi del ciclo. I risultati nel correggere tali disturbi sono di solito ottimi, durevoli e privi di effetti collaterali.

La borsa del pastore è considerata anche febbrifuga e come tale è stata molto usata in passato nella cura della malaria; veniva assunta per via sia interna che esterna, facendone degli impacchi, fresca e tagliuzzata, sui polsi e sotto la pianta dei piedi.

Può essere un coadiuvante terapeutico nella colite ulcerosa.

In veterinaria ha dato buona prova in tutti i casi di perdita di sangue del bestiame.

Come spesso accade per le erbe più comuni, invasive e disprezzate, anch'essa è commestibile: le foglie giovani, con altre specie - per esempio foglie basali del papavero dei campi (rosolaccio), tarassaco, crescione, erba gattaia ecc. - si mangiano in insalata e i germogli primaverili in minestre e cotti al burro come gli spinaci.

Tisana antiematica

Molo utile in caso di mestruazioni eccessive, anemia e deperimento organico: miscelate borsa del pastore, ortica (foglie) ed equiseto in parti uguali. Preparate un decotto con 1 cucchiaio di miscela per tazza di acqua. Se ne bevono due-tre tazze al giorno per 45-60 giorni.

PREPARAZIONI E DOSI

Si raccoglie da aprile a ottobre la parte aerea della pianta e si fa essiccare all'ombra.

Per uso interno

In genere si prepara un decotto al 2-4% con la pianta essiccata (20-40 grammi per litro di acqua) e se ne bevono 1-2 tazze al giorno.

Si può anche pure confezionare un ottimo vino medicinale:  fate macerare per 8 giorni 150-180 grammi di pianta fresca e sminuzzata in 1 litro di buon vino bianco. Prendetene 2-3 bicchierini al giorno.

Per la tintura madre al 20%, lasciate macerare 20 grammi di pianta secca in 100 ml di alcol a 40 gradi per 10-12 giorni. Prendetene 15-30 gocce tre volte al giorno dopo i pasti.

Per uso esterno

La polvere della pianta secca è emostatica sulle ferite e cicatrizzante sulle piaghe. La pianta fresca pestata e il decotto freddo applicato nelle narici con un batuffolo di cotone imbevuto dell'idrolito arrestano velocemente le epistassi (emorragie nasali).

La borsa del pastore veniva in passato utilizzata anche per far cagliare il latte.