albicocco

dal libro 'La medicina dei Semplici'

epoca di raccolta: giugno, luglio

Prunus armeniaca

L. Rosacee

A dispetto del nome scientifico sembra che questo delizioso albero da frutto estivo non sia originario dell'America ma della Cina, terra in cui vive allo stato spontaneo da almeno 4.000 anni. Il merito di aver introdotto tale specie nel mondo greco-romano spetterebbe ad Alessandro Magno, mentre la sua diffusione in tutto il bacino del Mediterraneo è concisa con l'espansione araba. Negli Stati Uniti e in Africa meridionale l'albicocco è presente dal Settecento. Di questa pianta, come si sa, la parte più usata è il frutto, una drupa succosa oblunga e vellutata di colore giallo-arancione dal gusto dolce e fragrante.

albicocche

Tra le molte proprietà dei frutti dell'albicocco ricordiamo quelle nutritive e rinforzanti delle difese immunitarie.

INDICAZIONI

L'albicocca, oltre a contenere numerose vitamine e sali minerali (come del resto tutta la frutta), è ricca di potassio e ricchissima di provitamina A o betacarotene (tredici volte il corrispondente contenuto della pesca, tanto per il confronto con un frutto simile). Contenterebbe anche, secondo alcuni autori, dei principi minerali che stimolano la funzione emopoietica (cioè la produzione delle cellule del sangue).

Eccovi in sintesi le sue proprietà più conosciute: nutriente, antianemica, rinforzante delle difese immunitarie e della vista, riequilibrante dei muscoli e dei nervi, stimolante delle funzioni digestive, regolatrice dell'intestino. L'albicocca è quindi indicata in caso di ipostenia (poca forza), anemia, tendenza alle patologie infettive, debolezza della visione crepuscolare, convalescenze, debolezza nervosa e muscolare, nervosismo, inappetenza, dispepsia, diarrea, stipsi; utile inoltre ai bambini e anziani e durante periodi di superlavoro psicofisico (anche definito surmenage).

Da molti studi autorevoli è emerso che l'albicocca può esercitare, anche grazie all'azione antiossidante della vitamina A, una buona azione preventiva dei tumori.

Albicocche: buone anche conservate

Con le albicocche, è risaputo, si preparano ottime marmellate e confetture. Recentemente si utilizzano anche i frutti essiccati: in tal caso le varietà migliori vengono dall'Africa e dalla California. E' leggendario l'uso di Kubani (una varietà rustica di albicocche) praticato dagli Hunza, un popolo frugale, longevo e immune dalle malattie, che sulle pendici dell'Himalaya durante tutta la stagione invernale riusciva a sopravvivere cibandosi quasi esclusivamente di albicocche secche.

In Inghilterra da questo frutto si ottengono un liquore (apricot wine) e una specie di acquavite (apricot brandy). Il succo fresco dell'albicocca (estratto con la centrifuga o con il torchio)  è corroborante, antianemico e anche diuretico.

PREPARAZIONI E DOSI

La polpa e il succo per uso esterno detergono e tonificano  la pelle.  Estraete con centrifuga o torchio il succo da albicocca, pesca, carota, ciliegia in parti uguali e assumetene mezzo bicchiere ai pasti. Questo delizioso succo se freschissimo è utile a reintegrare liquidi, vitamine e minerali consumati durante le calde giornate estive.

Anche i semi dell'albicocca, pur essendo potenzialmente velenosi in quanto contenenti amigdalina (un glicoside che libera acido cianidrico), possono venire utilizzati per via esterna poichè il 25% del loro peso è costituito da un olio, simile a quello delle mandorle dolci, denominato olio di armellina. Tale fluido è un ottimo emolliente e può essere usato con vantaggio localmente, in caso di infiammazioni della pelle e delle mucose.